Sheila
Una dolcezza disarmante
Sheila era una randagia. Una di quelle anime buone che camminano ai margini del mondo, in cerca di uno sguardo gentile. Ma nel quartiere in cui viveva, nessuno la voleva. La scacciavano, le urlavano contro, a volte la colpivano con un bastone o con una scopa. Era diventata un fantasma, una presenza scomoda. Invisibile quando chiedeva aiuto, troppo visibile quando cercava solo un po’ di affetto.
Quando l’abbiamo trovata, era in condizioni terribili. Magrissima, stanca, con le orecchie martoriate da un’otite purulenta che le causava un dolore insopportabile. Uno dei padiglioni auricolari era devastato da un grave otoematoma: gonfio, infiammato, ulcerato. Sheila tremava, ma non piangeva. Forse aveva smesso di sperare.
L’abbiamo portata via da quella strada e accolta in rifugio. Ha subito un intervento chirurgico importante, ma le sue orecchie restano fragili. L’otite è diventata cronica e richiede cure quotidiane: lavaggi delicati, farmaci specifici, monitoraggi costanti. Ogni giorno ci prendiamo cura di lei con attenzione e amore, perché sappiamo quanto ha sofferto e quanto ancora ha bisogno di essere protetta.
Nonostante tutto, Sheila ha conservato una dolcezza disarmante. Si fida, ama, si avvicina in silenzio con lo sguardo buono. Ha un carattere meraviglioso: socievole, affettuosa, capace di regalarti un pezzetto di cuore ogni volta che la accarezzi. Come se il passato non avesse lasciato ferite, come se l’amore bastasse davvero a guarire.
Adottare Sheila a distanza significa accompagnarla ogni giorno in questo nuovo cammino. Significa garantirle le cure veterinarie di cui ha bisogno, le pappe giuste, il calore di una carezza anche da lontano.
Perché ci sono storie che non si dimenticano. E cagnoline che, nonostante tutto, scelgono ancora di fidarsi.